02/2019 LA "QUOTA 100"

Graziella Reposi

Sulla G.U. n. 23 del 28.01.2019 è stato pubblicato il D.L.  che per il triennio 2019-2021 prevede il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di 62 anni contemporaneamente ad un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Tale norma, che interessa i lavoratori dipendenti (e quindi anche i medici), consente a coloro che hanno maturato i requisiti richiesti, entro il 31 dicembre 2018 di conseguire il trattamento pensionistico a decorrere dal 1° aprile 2019.

La decorrenza della pensione per coloro che invece hanno maturato i requisiti dal 1° gennaio 2019 decorre tre mesi dopo la data di raggiungimento dei citati requisiti.

 

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 il diritto alla pensione decorrerà dal 1° agosto 2019.

Mentre per i dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti dal 1° gennaio 2019 in poi, la pensione decorrerà sei mesi dopo la data di conseguimento dei requisiti stessi.

Il diritto conseguito può essere esercitato anche successivamente.

È previsto il vincolo di presentare la domanda di collocamento a riposo all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi.

La pensione anticipata derivante da “Quota 100”, fino a quando l’interessato non avrà maturato i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, non sarà cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di circa 5.000,00 euro annui.

Per raggiungere l’anzianità utile al pensionamento con “Quota 100”, non è possibile cumulare i contributi INPS con quelli dell’ENPAM o di altre eventuali casse professionali.

Premesso che l’ENPAM, pur non essendo coinvolto nelle disposizioni legislative della “Quota 100”, nei propri Regolamenti prevede già per i liberi professionisti ed i convenzionati con il SSN di ottenere la pensione anticipata già con “Quota 97” (somma tra età anagrafica – 62 anni – e anni di contribuzione – 35 anni –).

Infatti l’ENPAM garantisce la possibilità di pensionarsi già a 62 anni di età, con 35 anni di contributi (nell’anzianità contributiva sono conteggiabili oltre agli anni effettivi anche gli anni riscattati o ricongiunti), purché siano stati compiuti 30 anni di laurea.

Inoltre, qualora si siano raggiunti i 42 anni di contribuzione (sempre effettiva, riscattata o ricongiunta), è possibile anticipare tale pensione indipendentemente dall’età anagrafica.

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