05/2016 PUBBLICITA' INGANNEVOLE - SEGNALAZIONI


UFFICIO CENTRALE ODONTOIATRI

Ritengo opportuno trasmettere, nella costante opera di continua e reciproca informazione sulle iniziative di interesse della nostra professione, le richieste di intervento già trasmesse dalla Cao Nazionale, in merito alla inaccettabile comunicazione apparsa sul sito ''Dentista Manager".


Sono convinto che occorra ribadire il nostro ruolo di garanti della tutela della salute pubblica di fronte ad iniziative che cercano di colpire la dignità della professione odontoiatrica attraverso anche un innegabile incitamento all’esercizio abusivo che, fino a prova contraria, è punito dal codice penale nell'art. 348.
Vi rimando, per quanto riguarda il merito della questione, ai contenuti delle nostre note ed auspico un intervento rapido delle competenti Autorità per garantire la necessaria chiarezza in un ambito così delicato come quello della legittimazione all'esercizio della professione intellettuale di odontoiatra.

IL PRESIDENTE
Giuseppe Renzo

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 Spett.le
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Direzione Generale per la Tutela del Consumatore
Direzione Servizi
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Quale Presidente della Commissione per gli Iscritti all’Albo degli Odontoiatri della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ente pubblico non economico che, ha come proprio compito istituzionale, quello di coordinare l’attività dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Italiani, richiedo l’intervento di Codesta Autorità, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 11 luglio 2003, n. 284, al fine della verifica della eventuale ingannevolezza del messaggio di carattere pubblicitario che appare sul sito “Dentista Manager” (http://www.dentistamanager.it/odontotecnico-albo-odontoiatri/) e di ottenere, quindi, l’inibizione degli atti di pubblicità ingannevole posti in essere dal summenzionato sito.

Devo segnalare, infatti, le sconcertanti comunicazioni apparse sul sito “Dentista Manager” in cui, come si può constatare, si rappresenta un vero e proprio favoreggiamento dell’esercizio abusivo della professione odontoiatrica (sanzionato penalmente dall’art. 348 del c.p.).

Al di là delle assurde considerazioni sulla sostanziale inutilità di svolgere e superare il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria per esercitare la professione, con palese disprezzo della tutela della salute dei cittadini, si sostiene che lo strumento delle società tra professionisti, previsto dall’art. 10 commi 3/11 della legge 11/11/2011, n. 183 con il successivo decreto del Ministero della Giustizia del 8/02/2013 n. 134, permetterebbe agli odontotecnici di iscriversi all’Albo degli Odontoiatri esercitando la relativa professione.

E’ di tutta evidenza l’ingannevolezza di questo messaggio, considerato che nell’atto costitutivo delle Stp deve essere specificato che l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società, deve essere eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta (art. 10 comma 4 lett. c) della legge n. 183/2011).

Nel decreto ministeriale n. 34/2013 sono, inoltre, stabilite tutta una serie di garanzie affinché le prestazioni siano eseguite dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della professione. La Stp deve, inoltre, consegnare al cliente l’elenco scritto dei singoli soci professionisti, con l’indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali di ciascuno di essi nonché l’elenco dei soci con finalità di investimento (artt. 3-4 del decreto ministeriale n. 34/2013).

In buona sostanza, nella comunicazione apparsa sul sito “Dentista manager” si propone l’utilizzo, in modo surrettizio e penalmente rilevante, di una normativa che costituendo le società tra professionisti, ha come prima preoccupazione quella di garantire il rispetto delle norme di legge che riservano ai soci professionisti l’esercizio delle prestazioni professionali.

Il fattore che prevede nelle Stp anche la presenza di soci di investimento, peraltro in termini sempre minoritari, non può essere utilizzato per favorire l’esercizio abusivo tradendo gravemente la ratio della legge che prevede soltanto uno strumento per acquisire finanziamenti necessari per il migliore svolgimento delle attività professionali protette.

Siamo, quindi, a chiedere un intervento repressivo da parte di codesta Autorità al fine di ripristinare la correttezza nei messaggi pubblicitari che, qualora non immediatamente contestati, potrebbero provocare un grave danno al rispetto della normativa e soprattutto alla difesa della salute dei cittadini.

IL PRESIDENTE
Giuseppe Renzo

Roma, 15 aprile 2016

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