10/2019 FINE VITA, ANELLI (FNOMCEO): "NOI MEDICI CHIEDIAMO DI CONTINUARE A FARE I MEDICI, NEL RISPETTO DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE E DEL CODICE DEONTOLOGICO"

La decisione presa ieri sera dalla Corte Costituzionale, che ha ritenuto, nell’attesa di un indispensabile intervento del  Legislatore, “non punibile ai sensi dell’articolo 580 del Codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli” va come è ovvio, applicata senza se e senza ma.

 

Parola di Filippo Anelli, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) che torna, a un giorno di distanza, sull’argomento.

“Come medici, e prima ancora come cittadini, ci atterremo alla sentenza, così come ci atterremo alla Legge, che auspichiamo arrivi celermente a fare chiarezza, e ai principi del Codice di Deontologia medica, che sono in ogni caso coerenti con quelli costituzionali” spiega Anelli.

“Quello che chiediamo è di poter continuare a fare i medici, così come abbiamo sempre fatto – aggiunge –. Medici che hanno il dovere di tutelare la vita, la salute fisica e psichica, di alleviare la sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana.”

“Per questo chiediamo al Legislatore che sarà chiamato a normare questa delicatissima materia di sollevarci dal compito finale, affidando l’estremo atto, quello della consegna del farmaco, a un “pubblico ufficiale”, a un funzionario individuato per questo ruolo – conclude –. Sicuramente noi medici non ci esimeremo da quello che è il nostro, di compito, la vicinanza e il sostegno a chi soffre e alla sua famiglia, sino al confine estremo”.

Ufficio Stampa FNOMCeO
Roma, 26 settembre 2019

Torna Indietro    Torna alla Home