10/2020 SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI AREA SANITARIA

PUBBLICAZIONE DELLA GRADUATORIA UNICA NAZIONALE DI MERITO

Come è noto il 5 ottobre, sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca è stata resa nota la disposizione per il rinvio della data di pubblicazione della graduatoria per il concorso per l'accesso dei medici alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l'anno accademico 2019/2020, prevista per la medesima giornata.

In particolare, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in un comunicato annunciava quanto segue: "Con riferimento al Concorso per l'accesso dei medici alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l'anno accademico 2019/2020, si comunica che risultano intentati numerosi ricorsi giurisdizionali da parte dei medici appartenenti alle categorie individuate dall'articolo 7, comma 2, lettera c) del bando di concorso, il quale prevede che in applicazione dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76, i punteggi di cui al presente comma 2 non possono essere attribuiti ai candidati che alla data di presentazione della domanda si trovino in una delle seguenti condizioni: già in possesso di un diploma di scuola di specializzazione universitaria di area sanitaria; già in possesso di diploma di formazione specifica per medico di medicina generale; già titolari di un contratto di formazione medica; dipendente medico chirurgo di strutture del Servizio sanitario nazionale o di strutture private con esso accreditate".

 

Orbene sono oltre 22.000 - a fronte di un totale di 14.455 borse di studio - i giovani laureati in medicina che, dopo mesi di preparazione e dopo aver affrontato la prova per accedere alla scuola di specializzazione, attendono con grande apprensione la pubblicazione dei risultati.

Si rileva che l'Anaao-Assomed stima in almeno 10.000 gli specialisti che, tra pensionamenti e mancati ingressi, non risponderanno all'appello nel 2023. Ma, in uno scenario più pessimista, la carenza potrebbe arrivare a 24.000. Permane inoltre il rilevante problema del cosiddetto imbuto formativo, che comporta la permanenza di tanti giovani laureati in situazioni di precariato, di inoccupazione o di disoccupazione.

Ciò detto, questa Federazione, Ente pubblico sussidiario dello Stato, che agisce al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall'ordinamento, connessi all'esercizio professionale, chiede di sbloccare la graduatoria del concorso di Specializzazione in Medicina, ammettendo tutti i candidati, ferma restando la graduatoria attuale, affinché i ricorsi pendenti non facciano slittare di ulteriori sei mesi, forse un anno, l'inizio delle scuole, vanificando lo sforzo del Governo che ha aumentato da 8.776 a 14.395 il numero di borse.

Si chiede inoltre l'intervento autorevole delle SS.VV. affinché si proceda a stanziare ulteriori risorse economiche adeguate ad incrementare i contratti di formazione specialistica previsti dai bandi di ammissione dei medici alle Scuole di Specializzazione di Area sanitaria in misura tale da consentire a tutti i medici, che ancora non ne hanno avuto l'opportunità, di avere accesso alla formazione specialistica e di poter sopperire in questo modo alla grave carenza di specialisti in campo sanitario.

Ebbene, è auspicabile, infatti, che si proceda alla abolizione dell'imbuto formativo e che si sviluppi una riforma della formazione medica che riconosca maggiori diritti e tutele ai medici in formazione, per la centralità della medicina sul territorio.

Non possiamo non ribadire in conclusione che risulta necessario adottare un provvedimento legislativo che preveda una riforma del percorso formativo del medico che deve diventare un unicum dall'immatricolazione alla specializzazione, e che correli il numero dei laureati ai posti nelle Scuole e al Corso per la Medicina Generale, così da garantire che a ogni laurea in Medicina corrisponde una borsa di specializzazione o per la Medicina Generale.

Certo della sensibilità delle SS.VV. si inviano cordiali saluti.

Roma, 16 ottobre 2020

IL PRESIDENTE
Dott. Filippo Anelli

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